Storie di vino e vino nella storia #2 – Il Ramandolo

Ramandolo, vino di Papi e Imperatori

di Mauro Bertolli – 8 febbraio 2016

Ai tempi dell’imperatore Carlo V, nel 1500, il Ramandolo costava 5 soldi a boccia: una cifra che solo pochi si potevano permettere.

La storia del Ramandolo è però molto più antica, inizia in Medio Oriente, per approdare in Friuli già prima dei Romani.

L’origine del Ramandolo, un passito ottenuto da uve del vitigno Verduzzo Friulano (localmente denominato verduzzo giallo) è antica, come quella del vitigno stesso.

Ramandolo-imperatore-Carlo-V

Recenti studi, condotti presso l’Università di Udine dai professori Zironi e Peterlungher sul DNA della vite, hanno permesso di indagare l’origine di questa pianta e di ricostruire il suo viaggio, partendo dal luogo iniziale, il Medio Oriente. Da qui, durante i millenni, attraverso la zona temperata a nord del Mar Caspio e del Mar Nero, la Romania, l’Ungheria, è giunta fino alle zone collinari del Friuli. Qui si è insediato, fino a diventare un vitigno autoctono che, nella varietà Verduzzo Giallo è considerato presente in queste zone da prima dell’arrivo dei romani.

Papa Gregorio XII, durante il Concilio del 1409, lo volle nella lista dei vini che venivano serviti durante i convivi.

Nel 1532 il Friuli Venezia Giulia venne attraversato dal corteo dell’Imperatore Carlo V che aveva anche alcuni possedimenti nella regione. Per uno dei banchetti ufficiali che allestito in suo onore venne impiegata una cifra esorbitante: 5.000 ducati d’argento. Per l’occasione si scelse il “Vino di Tarcento” che era appunto il Ramandolo. Questo vino era considerato raffinatissimo, dal costo così elevato, 5 soldi la boccia, da essere accessibile solo a pochi privilegiati.

Nei decenni e secoli successivi, il vino prodotto veniva posto in piccole botti, caricate su carri trainati da cavalli e venduto in Austria e Germania.

Nel secolo scorso, James Joyce, nell’Ulysses scrive: “Pigiare nel tino grappoli d’oro. Il calore del sole, ecco che cosa è”…, con evidenti riferimenti al Ramandolo. Ricordiamo infatti che l’autore irlandese visse parecchio tempo in Friuli e a Trieste in particolare.

La zona di produzione è molto piccola e comprende parte dei territori dei comuni di Nimes e Tarceto in provincia di Udine.

La produzione totale di Ramandolo è intorno alle 300.000 bottiglie.

La demonimanzione Ramandolo è DOCG dal 2001.

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