Archivio tag: Passito

L’Aleatico Passito dell’Elba dà forza e salute… parola di Napoleone Bonaparte

L’Aleatico Passito dell’Elba Aleatico dell'elba passito napoleonepiaceva a Napoleone, che lo scoprì durante il suo breve esilio volontario sull’isola toscana dopo l’abdicazione dal trono francese nel 1814.

Per celebrare il bicentenario dell’evento storico sono in corso, all’Elba, iniziative e rievocazioni storiche che dureranno fino a febbraio 2015. La storia dell’Aleatico Passito dell’Elba, invece, potete leggerla qui e dopo potete lasciarvi tentare da questo vino rosso intenso, dalle mille sfaccettature, con sentori di frutta, di fiori e anche di spezie, scegliendo una delle etichette proposte da Top Italian Wine.

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Nell’Erbaluce di Caluso le lacrime della ninfa Albaluce, figlia di Sole e Alba

 

Il murale della ninfa Albaluce a Caluso in provincia di Torino

Il murale della ninfa Albaluce a Caluso in provincia di Torino

La leggenda narra che i  tralci di vite Erbaluce nacquero dalle lacrime di Albaluce, figlia degli amanti Sole e Alba, per le disgrazie successe agli uomini. Dalle uve di questo vitigno si produce un vino passito che può essere invecchiato fino a 40 anni.

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Abbinamento Passito Sagrantino di Montefalco Cantina Fratelli Pardi e torta gelato caffè e cioccolato

Il Sagrantino di Montefalco Passito Cantina Fratelli Pardi è particolarmentabbinamento passito torta gelatoe adatto ad accompagnare le torte al cioccolato. La ricetta proposta da Cocca Scarpato Personal Chef è con una torta gelato al caffè e cioccolato, mediamente facile da realizzare.

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Il Cipresso

Piccola – solo 4 ettari – ma attiva e vivace, così si potrebbe definire l’azienda Il Cipresso di Scanzorosciate il cipressoin provincia di Bergamo. Merito di Angelica Cuni, la proprietaria, che da imprenditrice metalmeccanica con 300 dipendenti si è riscoperta appassionata produttrice di vini, grappe e cioccolatini, organizzatrice di eventi e prima donna presidente del Consorzio di tutela del vino-gioiello che condivide con il suo territorio: il Moscato di Scanzo. Continua a leggere

Possa

Quando si sente parlare di «viticoltura eroica», possacioè realizzata in condizioni estreme di altitudine e di pendenza, chi non è del mestiere spesso sorride ritenendo l’aggettivo «eroica» eccessivo. Guardando i vigneti delle Cinque Terre e bevendo lo Sciacchetrà Possa cambierebbe idea. Continua a leggere

Azienda Agricola Roberto Scubla

scublaColli Orientali del Friuli: siamo in provincia di Udine, tra il capoluogo e il confine sloveno. Zone cariche di storia ma non solo: colline pietrose ma generose con chi le sa lavorare e, da sempre, zone di grandi vini.

L’Azienda Agricola Roberto Scubla è nata qui, a Ipplis di Premariacco, non lontano da Cividale, e si può ben dire che è il frutto esclusivo della passione di un uomo che ha realizzato quello che per tanti resta solo un sogno: lasciare un lavoro sicuro ma non amato e dedicarsi a quello che da sempre si desiderava fare. Roberto Scubla ha fatto questo: ha detto addio alla scrivania in banca e ha deciso di essere viticoltore anche se, probabilmente, lo era sempre stato, fin da quando, ancora bambino, era affascinato dalle vigne dello zio.

Siamo nel 1991 e Scubla, grazie all’aiuto dei familiari, acquista alcune vecchie vigne di un’azienda semiabbandonata a Ipplis, su una collina dalla quale si gode un panorama meraviglioso. Si tratta di rimettere in sesto vigneti ormai vecchi e di ristrutturare una cantina, così come la casa rustica: un’impresa non facile soprattutto per un neofita, ma con l’aiuto delle persone giuste, tra cui l’enologo Gianni Menotti, Enzo Monutti e Alex Martincich, la storia ha inizio.

A distanza di poco più di 20 anni si può dire che la scelta coraggiosa di Roberto Scubla è stata premiata dal successo. Oggi la sua azienda è un piccolo gioiello: 12 ettari di vigneti, una cantina moderna con una zona interrata per l’affinamento in botte, un bellissimo rustico ristrutturato nel rispetto delle strutture originarie e in grado di accogliere ospiti nel migliore. E, soprattutto, Scubla produce grandi vini; una produzione limitata, circa 60.000 bottiglie all’anno, per due terzi composta da vini bianchi e con un prodotto di punta: il Cratis, Verduzzo Friulano passito, che deve il suo nome ai graticci usati per l’appassimento delle uve, gli stessi sui quali i contadini friulani allevavano i bachi da seta.

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Giovanni Dri Il Roncat

giovanni dri il roncatGiovanni Dri Il Roncat si trova a Ramandolo, frazione di Nimis, in provincia di Udine. Siamo ai confini con l’Austria e la Slovenia, al limite Nord Est della coltivazione della vite in Friuli, a 371 metri sul livello del mare: un minuscolo agglomerato che forse non conta più di duecento anime. L’azienda è nata nei primi anni del novecento. La sua estensione è di 22 ettari di cui 10 vitati.

Si producono ogni anno dalle 40.000 alle 50.000 bottiglie, ripartite su 11 etichette diverse. L’azienda è a conduzione familiare: Giovanni Dri è il titolare e la moglie Renata è il suo braccio destro. Giovanni da giovane e sconosciuto produttore, munito di una valigetta contenente i campioni dei suoi vini, cominciò a girare dapprima nel Veneto e poi in tutta Italia, proponendo i suoi prodotti, convinto che dai suoi vigneti di montagna nascesse qualcosa di veramente speciale. Il successo è stato immediato, sia nei consensi della clientela. sia nel plauso della stampa specializzata italiana ed estera.

Merito di Giovanni Dri è l’aver saputo valorizzare appieno e per primo un prodotto quale il Ramandolo, un passito da uve Verduzzo Friulano, già amatissimo in loco, uscendo dai confini locali per farlo conoscere ovunque. Nel 1976 arriva il tremendo terremoto che devastò il Friuli: Ramandolo si trova a dieci chilometri in linea d’aria da Gemona, epicentro del sisma, ed anche l’azienda ebbe grandissimi danni. Fortunatamente la vendemmia fu di grande qualità e quantità.

Dal ’97, anche le figlie Carla e Stefania collaborano a pieno titolo: anzi Stefania è diventata l’enologo dell’azienda. Nel 1998 Giovanni Dri ha festeggiato i trent’anni di sua personale conduzione nell’azienda e ha inaugurato la sua nuova cantina i cui lavori di costruzione sono iniziati nel ’90. Progettata da lui stesso e realizzata con una linea architettonica d’avanguardia, si inserisce in un centro aziendale modernissimo al cui interno si può visitare una galleria d’arte moderna.

Di anno in anno Giovanni vinifica i suoi cru: escono il Roncat Rosso, il Roncat Ramandolo, il Ramandolo Uve Decembrine, che affina in carati; continua il suo Ramandolo per cui il mondo lo conosce, arriva anche il Picolit, e ultimi, quasi un esperimento, il Roncat Sauvignon, il Monte dei Carpini Schioppettino e il Monte dei Carpini Pignolo oltre ai classici Merlot e Cabernet. Poi arrivano le sfide e le nuove passioni: le Grappe ed i Distillati, per i quali ottiene la licenza e distilla personalmente, e nel 2002 l’olio d’oliva, da un nuovo appezzamento di 4 ettari di uliveto.

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