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Ramandolo, vino di papi e imperatori

Ai tempi dell’imperatore Carlo V, nel 1500, il Ramandolo costava 5 soldi a boccia: una cifra che solo pochi si potevano permettere.Ramandolo-imperatore-Carlo-V

La storia del Ramandolo è però molto più antica, inizia in Medio Oriente, per approdare in Friuli già prima dei Romani.

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L’origine del Ramandolo, un passito ottenuto da uve del vitigno Verduzzo Friulano (localmente denominato verduzzo giallo) è antica, come quella del vitigno stesso.

Recenti studi, condotti presso l’Università di Udine dai professori Zironi e Peterlungher sul DNA della vite, hanno permesso di indagare l’origine di questa pianta e di ricostruire il suo viaggio, partendo dal luogo iniziale, il Medio Oriente. Da qui, durante i millenni, attraverso la zona temperata a nord del Mar Caspio e del Mar Nero, la Romania, l’Ungheria, è giunta fino alle zone collinari del Friuli. Qui si è insediato, fino a diventare un vitigno autoctono che, nella varietà Verduzzo Giallo è considerato presente in queste zone da prima dell’arrivo dei romani.

Papa Gregorio XII, durante il Concilio del 1409, lo volle nella lista dei vini che venivano serviti durante i convivi.

Nel 1532 il Friuli Venezia Giulia venne attraversato dal corteo dell’Imperatore Carlo V che aveva anche alcuni possedimenti nella regione. Per uno dei banchetti ufficiali che allestito in suo onore venne impiegata una cifra esorbitante: 5.000 ducati d’argento. Per l’occasione si scelse il “Vino di Tarcento” che era appunto il Ramandolo. Questo vino era considerato raffinatissimo, dal costo così elevato, 5 soldi la boccia, da essere accessibile solo a pochi privilegiati.

Nei decenni e secoli successivi, il vino prodotto veniva posto in piccole botti, caricate su carri trainati da cavalli e venduto in Austria e Germania.

Nel secolo scorso, James Joyce, nell’Ulysses scrive: “Pigiare nel tino grappoli d’oro. Il calore del sole, ecco che cosa è”…, con evidenti riferimenti al Ramandolo. Ricordiamo infatti che l’autore irlandese visse parecchio tempo in Friuli e a Trieste in particolare.

La zona di produzione è molto piccola e comprende parte dei territori dei comuni di Nimes e Tarceto in provincia di Udine.

La produzione totale di Ramandolo è intorno alle 300.000 bottiglie.

La demonimanzione Ramandolo è DOCG dal 2001.

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