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Una mattina a Ramandolo da Giovanni Dri Il Roncat

Fine agosto, Top Italian Wine torna al lavoro andando per cantine. Si parte dal Friuli. Prima tappa Ramandolo, da Giovanni Dri Il Roncat.giovanni dri il roncat

Mentre ci avvi-ciniamo, il monte Bernadia ci viene incontro sovra-stando i vigneti del viticoltore che per primo ha usato solo il toponimo Ramandolo sulle etichette del suo vino, quando ancora non era stata riconosciuta nemmeno la doc.

Ramandolo è il luogo dove questo vino nasce, poca terra friulana sotto le montagne in comune di Nimis, in provincia di Udine, al di qua del confine con l’Austria e la Slovenia.

Ad accogliere noi di Top Italian Wine c’è la figlia di Giovanni, Stefania, l’enologa di questa storica cantina. giovanni dri il roncat vignetiTra lei e la montagna i vigneti, protetti sui fianchi dalle reti antigrandine. L’ordine dei filari e la semplice eleganza dell’architettura della cantina contrastano con il selvatico rigoglio della vegetazione sul monte e con un cielo carico di pioggia: uno spettacolo che parla di lavoro e dedizione, di passione, ma non di vittoria sulla natura, piuttosto di un scendere a patti con essa nel pieno rispetto del suo potere.

È il 26 agosto e a pochi chilometri di distanza già si pensa all’imminente vendemmia. Qui no, sotto la montagna il mare non riesce a mitigare il clima continentale e la raccolta delle uve si fa ad ottobre inoltrato.

“Solo nel 2003 – racconta Stefania Dri – abbiamo vendemmiato prima. Quest’anno vedremo, perché inizialmente la campagna è partita in ritardo, poi ha recuperato con il caldo estivo, ma ora sta piovendo”. Fino a questo momento, dal punto di vista qualitativo le premesse sono buone e grazie all’assenza di piogge le uve si sono mantenute sane e sono stati fatti pochi trattamenti.

In questa azienda di una decina di ettari a vigneto viene coltivato prevalentemente Verduzzo, il vitigno autoctono da cui si ricava il Ramandolo, poi due altri autoctoni rossi: il Refosco dal Peduncolo Rosso e lo Schioppettino.

“Qui manca la tradizione dei bianchi – spiega Stefania – perché si faceva una raccolta unica quando il Verduzzo era maturo, ma pure quelli vengono bene e noi coltiviamo Picolit e produciamo anche un po’ di Sauvignon per fare un vino dal gusto più francese che friulano”.

Oltre ai vini, l’azienda produce anche olio extravergine di olivagiovanni dri il roncat distillati (un’altra passione di Giovanni Dri), grappe e distillati (in una distilleria presa in affitto per poter realizzare qualcosa di veramente personale partendo delle proprie vinacce) e a breve anche aceto.

La storia di Giovanni Dri è legata a filo doppio a quella del Ramandolo. Lui si è battuto perché questo vino apprezzato fin dai tempi antichi venisse chiamato esclusivamente con il toponimo, dopo essere stato riconosciuto come sottozona della doc Colli Orientali del Friuli. Ancora lui con passione lo ha fatto conoscere fuori dal luogo di produzione e in giro per il mondo.

Il Ramandolo è stato il primo vino di friulano ad ottenere la docg nel 2001, circoscritta al comune di Nimis, di cui Ramandolo è una frazione, e a una parte del comune di Tarcento. Questo vino aveva però già fatto parlare di sé Luigi Veronelli all’inizio degli anni ’80, dopo che il Ramandolo di Giovanni Dri Il Roncat ottenuto dalla vendemmia del 1976, l’anno del terremoto del Friuli, aveva ottenuto i 100/100 al Gran Premio Noè di Gradisca, importante concorso enologico regionale.

Per anni anche gli americani lo hanno apprezzato, “poi – spiega Stefania -, con il boom dei vini italiani siamo stati messi un po’ in disparte perché non avevamo i grandi numeri. Ora però che hanno cominciato a cercare anche i prodotti di qualità, stiamo tornando sul mercato Usa”.

La produzione aziendale è in effetti limitata, con circa 50.000 bottiglie l’anno delle quali 20.000 di Ramandolo. Il Ramandolo è comunque un vino dai piccoli numeri: 60 ettari di vigneto riconosciuti per circa 200.000 bottiglie complessive.

Finita la visita alla cantina, con le sue botti e la sua galleria di foto storiche, giovanni dri il roncat fotoci accomodiamo nella grande sala per le degustazioni, luminosa, essenziale, impreziosita da quadri e opere d’arte. Seduti al tavolo, degustiamo due Ramandoli, due Refosco dal Peduncolo Rosso e un Pignolo. Alla conversazione si aggiungono Giovanni Dri e la moglie Renata, veneziana trapiantata in Friuli per amore.

Il racconto potrebbe continuare, ma ancor più delle parole valgono i fatti e i vini di Giovanni Dri Il Roncat parlano chiaro. Provate il Ramandolo Uve Decembrine e il suo Picolit in vendita su Top Italian Wine.

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Da destra, Giovanni Dri, Stefano Grancini, Renata e Stefania Dri

Da destra: Giovanni Dri, Stefano Grancini, Renata e Stefania Dri

2 pensieri su “Una mattina a Ramandolo da Giovanni Dri Il Roncat

  1. Ermanno Baracchini

    Vorrei accompagnare due amici francesi a visitare la vostra cantina; è necessaria la prenotazione?
    E’ possibile avere gli orari di visita?
    Cordiali saluti.
    Ermanno Baracchini

    Replica

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