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Con il Passito di Pantelleria Casanova seduceva le sue dame

Il Passito di Pantelleria ha una storia antica di 2000 anni, fatta anche di aneddoti come quello su Casanova, che nel 1700 lo offriva per propiziarsi le grazie delle donne che conquistava.casanova passito di pantelleria

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L’isola di Pantelleria, estesa 83 chilometri quadrati, è la più grande fra le isole siciliane (Eolie-Egadi-Pelagie) e la quinta delle italiane.

È un’isola di origine vulcanica, situata quasi al centro del Mediterraneo, distante 70 chilometri dalla Tunisia, ossia più vicina all’Africa che alla Sicilia.

Vi abitano attualmente attualmente circa 7.600 persone: i “Panteschi”.

La storia della produzione del Passito a Pantelleria ha più di duemila anni. Già nel 200 a.C. Magone, generale cartaginese, descriveva come si svolgeva la produzione dell’antenato dell’odierno Passito di Pantelleria.

Giacomo Casanova, avventuriero e seduttore veneziano del Settecento, per facilitare l’approccio con ognuna delle donne che conquistava, offriva loro un bicchierino di Passito di Pantelleria.

Per la sua produzione si utilizzano esclusivamente uve della varietà Zibibbo, conosciuta anche con i nomi di Moscatellone, Salamanna, Moscato d’Alessandria o, localmente, Moscato di Pantelleria.

Lo Zibibbo appartiene al grande gruppo dei ‘Moscati’ chiamati dagli antichi “Vitis Apianae” perchè dolci e preferite dalle api. Noto anche come Moscato d’Alessandria, proviene dall’Egitto, ed è coltivato in Sicilia presumibilmente dai tempi dei fenici.

I vigneti sono terrazzati, quasi intagliati sui pendii dell’isola e sorretti da muri a secco di pietra lavica, tanto scenografici quanto faticosi da coltivare e manutenere.

Eccellente per accompagnare il fine pasto, si sposa a preparazioni secche come la piccola pasticceria ed i biscotti, in particolar modo quelli tipici della tradizione siciliana come, ad esempio, quelli a base di pasta di mandorle o pistacchi.

Il Passito di Pantelleria è in genere un ottimo accostamento a torte e crostate, ma anche a dessert a base di cioccolato; generalmente, il suo sapore dolce contrasta in modo intrigante con dolci contenenti confetture acidule come, ad esempio, ribes, frutti di bosco o marmellate di agrumi. Grazie alle sue caratteristiche, può essere anche adatto ad accompagnare sapori più forti come, ad esempio, nel caso dell’insolito accostamento con i formaggi erborinati o piccanti, o con il foie gras.

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