Approfondimenti

L’Aleatico Passito dell’Elba dà forza e salute… parola di Napoleone Bonaparte

L’Aleatico Passito dell’Elba Aleatico dell'elba passito napoleonepiaceva a Napoleone, che lo scoprì durante il suo breve esilio volontario sull’isola toscana dopo l’abdicazione dal trono francese nel 1814.

Per celebrare il bicentenario dell’evento storico sono in corso, all’Elba, iniziative e rievocazioni storiche che dureranno fino a febbraio 2015. La storia dell’Aleatico Passito dell’Elba, invece, potete leggerla qui e dopo potete lasciarvi tentare da questo vino rosso intenso, dalle mille sfaccettature, con sentori di frutta, di fiori e anche di spezie, scegliendo una delle etichette proposte da Top Italian Wine.

Sull’Isola d’Elba la viticoltura risale al tempo degli Etruschi, e ha continuato ad avere grande sviluppo nei secoli, sotto i Romani, in epoca imperiale, durante il governo della Repubblica di Pisa, prosperando notevolmente sotto la dominazione dei Medici e così via.

Il primo vino assaggiato da Napoleone al suo sbarco sull’Isola d’Elba, per quelli che sarebbero stati 10 mesi d’esilio, è proprio l’Aleatico Passito, vino di cui la tradizione locale dice che s’innamorò al primo assaggio. E deve essere stato proprio così, perchè nei suoi pochi mesi sull’isola prese diversi provvedimenti a favore della viticoltura e fece sempre acquistare questo vino per la sua mensa.

Del vino elbano Napoleone parlava anche dopo il suo ritorno in Francia, dal momento che soleva affermare che “gli abitanti dell’isola d’Elba sono forti e sani perché il vino dell’isola dà forza e salute”.

Nel 2011 l’Aleatico Passito dell’Elba ottiene la DOCG.

È un ottimo vino da meditazione e si abbina piacevolmente con crostate di frutta e la “schiaccia briaca”, tipico dolce dell’Elba in cui l’Aleatico è usato anche nell’impasto.

Da provare con formaggi come il Gorgonzola e il Roquefort.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *