Approfondimenti

Una mattina a Ramandolo da Giovanni Dri Il Roncat

Fine agosto, Top Italian Wine torna al lavoro andando per cantine. Si parte dal Friuli. Prima tappa Ramandolo, da Giovanni Dri Il Roncat.giovanni dri il roncat

Mentre ci avvi-ciniamo, il monte Bernadia ci viene incontro sovra-stando i vigneti del viticoltore che per primo ha usato solo il toponimo Ramandolo sulle etichette del suo vino, quando ancora non era stata riconosciuta nemmeno la doc.

Ramandolo è il luogo dove questo vino nasce, poca terra friulana sotto le montagne in comune di Nimis, in provincia di Udine, al di qua del confine con l’Austria e la Slovenia. Continua a leggere

Vero, falso, finto: i tre volti del vino

Nella discussione filosofica su quale prodotto possa essere chiamato vino vista la molteplicità di prodotti disponibili (vino naturale, industriale, biologico), Pietro Stara, curatore del blog Vino e storia sostiene che “Non si tratta più soltanto di dividere ciò che è buono da ciò che no lo è, ma ciò che è vino da ciò che non può essere ritenuto tale”. Ne parla nell’articolo ’Il vino vero, il vino finto e il vino falso, che di  seguito viene riportato integralmente, con il permesso dell’autore.leggende

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Riserva Pas Dosé QDE 2006 Franciacorta il Mosnel

Il Riserva Pas Dosé QDE 2006 Franciacorta il Mosnel è un grande Franciacorta, capace di essere “ancora fantastico, integro, vivacissimo a tre anni dalla sboccatura!”. A dirlo Franco Ziliani, di cui riportiamo di seguito con il suo consenso,uno stralcio dell’articolo pubblicato su ‘Le mille bolle blogIl Mosnel-Franciacorta Pas Dosé Riserva QDE-2006 D

Per chi non si accontenta di sentirne parlare, ma vuole provare in bocca il gusto di questo vino, può acquistarlo su Top Italian Wine, dove sono in vendita le ultime bottiglie. In tutto ne sono state prodotte 4.000 bottiglie da 0,75 litri, 400 magnum e 100 jeroboam.

Su questo blog, invece, potete trovare la ricetta dei conchiglioni ripieni alle erbe per fare il giusto abbinamento e un approfondimento sul produttore.

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I passiti di Top Italian Wine a Vinitaly

Apparentemente a Vinitaly i vini passiti e i vin santi non sono molto presenti e poche e sporadiche sono state le iniziative a loro dedicate negli anni.

Vinitaly 2015 - Foto Ennevi

Vinitaly 2015 – Foto Ennevi

Andando però a guardare tra gli stand del 49° Vinitaly, che si è svolto quest’anno dal 22 al 25 marzo, era possibile trovare, accanto a nomi famosi, anche le etichette di piccole cantine che hanno deciso di dedicare parte del loro impegno a produrre questi vini, costosi e non semplici da fare e a volte un po’ difficili da vendere. Continua a leggere

Top Italian Wine a Vinitaly, con “Il Recioto di Soave e i suoi fratelli”

Il Recioto di Soave è ben più di un vino dolce, come molto più di semplici vini da dessert sono tutti gli altri passiti italiani, prodotti dall’estremo nord della Val d’Aosta all’estremo sud dell’Isola di Pantelleria. Un po’ appannati dal tempo, questi vini cercano ora una nuova e più moderna dimensione di consumo (eleven to eleven come propone il Consorzio del Soave), ma anche canali di vendita adatti ai piccoli numeri di queste produzioni.programma Recioto di Soave e i suoi fratelli

Se ne parlerà a Vinitaly, presso lo stand del Consorzio di Tutela del Soave e Recioto di Soave (pad. 5 stand G 4-7), martedì 24 marzo 2015 alle ore 15,30 nel corso dell’incontro dal titolo Il Recioto di Soave e i suoi fratelli (Gli stili, la tavola, i momenti di consumo e la vendita dei vini passiti). Continua a leggere

Nelle fiere vinicole il rito sacrificale della bevuta condivisa

Vinitaly si avvicina anche quest’anno. Un’altra edizione del più importante salone internazionale del vino, la 49^, si svolgerà dal 22 al 25 marzo a Verona.festa-del-vino-greve-in-chianti (1)

Si tratta di una fiera sempre più declinata in chiave business, ma capace di evocare come nessun altro evento il rito dell’assaggio e del bere insieme, con il vino a fare da ”collante e medium del piacere collettivo – come dice Pietro Stara, curatore del blog Vino e Storia, nell’articolo ‘Il rito sacrificale della bevuta condivisa che si compie durante le fiere vinicole‘, che riportiamo integralmente con il permesso dell’autore.

I colori del vino

 

Paesaggio blu (Arianna Fugazza)

Paesaggio blu (Arianna Fugazza)

Un vino si beve anche con gli occhi, perché la limpidezza, il colore, la schiuma del vino – più nel rosso che nel bianco – danno indicazioni sulle sue caratteristiche salienti. L’osservazione di un vino fa anche ritornare alla mente emozioni già vissute o memorie di racconti mitologici.

La razionalità e l’oggettività, quindi, non bastano a descrivere il vino nella sua complessità percettiva. Lo spiega bene Pietro Stara, curatore del blog Vino e storia, nell’articolo ‘I colori del vino‘, che pubblichiamo di seguito con il permesso dell’autore. Continua a leggere

L’enoappassionato beve meglio spendendo il giusto

Da qui al 2018 il consumo consumo di vino negli Usadi vino negli USA aumenterà dell’11% per un totale di 4,5 miliardi di bottiglie. La Germania crescerà dell’1% e arriverà a 3,3 miliardi di bottiglie, superando l’Italia, che invece diminuirà del 5% e si porterà al 3,28 miliardi. Continua a leggere

Sciacchetrà, il nettare dei poeti dai tempi di Petrarca e Boccaccio

Lo Sciacchetrà è un vino passito prodotto nelle Cinque Terre, in Liguria, a strapiombo sul mare.sciacchetrà

Il nome Sciacchetrà deriva probabilmente da “shekar”, un termine semitico molto antico indicante delle bevande fermentate.

Il primo ad introdurre in forma scritta un nome simile all’attuale sciacchetrà fu Telemaco Signorini (1835-1901). Il pittore nelle sue memorie su Riomaggiore cita più volte il vino prodotto da queste parti definendolo buon vino, ma si sofferma anche nella descrizione del passito: “A settembre, dopo la vendemmia, si stendono le miglio uve al sole per ottenere il rinforzato o lo sciaccatras, che così è chiamato un vino squisitissimo…”. Continua a leggere

Il Vino Santo Trentino famoso nell’antichità, seducente oggi, emozionante tra 50 anni

Conosciuto già da Etruschi e Celti il Vino Santo Trentino è

Già nel 1800 il Vino Santo Trentino veniva prodotto a Castel Toblino (foto www.tr3ntino.it)

Già nel 1800 il Vino Santo Trentino veniva prodotto a Castel Toblino (foto www.tr3ntino.it)

arrivato ai giorni nostri con questo nome perché le uve vengono pigiate durante la Settimana Santa o forse perché ci vuole la „pazienza di un Santo“ per produrlo.

Scopri storia e abbinamenti di questo vino e scegli una delle etichette proposte da Top Italian Wine. Continua a leggere