Approfondimenti

Vini rosati per vocazione

Italia in Rosa“Il rosé è l’antidoto alla banalità e al formalismo”. A dirlo Mattia Vezzola della cantina Costaripa, che di vini rosati se ne intende, avendo reinterpretato il Rosé della doc Valtenesi nella sua espressione più raffinata e moderna, dandogli spessore, volume, consistenza, sapidità e, soprattutto, longevità. Continua a leggere

Franciacorta, la fascinosa bollicina che piace nel mondo

Franciacorta sempre più lanciato nell’Olimpo enologico internazionale, con un posizionamento tra le bollicine metodo classico che si consolida, grazie a un incremento del 7,5% delle vendite all’estero nel 2015. Un risultato sostenuto dal +7,1% ottenuto sul mercato interno.

Merito dell’eccellente qualità espressa dai produttori di questa denominazione, sapientemente promossa e valorizzata dal Consorzio di tutela.film franciacorta

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In Francia è rosé un terzo del vino consumato… e in Italia?

Cresce l’interesse sui mercati internazionali per i vini rosati; leader dei consumi è la Francia, dove è rosé un terzo delle bottiglie stappate.Rosé-bianco-rosso-300x200

Su Rosé Wine Blog, il blog di Franco Ziliani dedicato a questa tipologia di vini, un’analisi interessante sull’evoluzione dei gusti dei consumatori d’oltralpe e una provocazione sulla possibilità che anche l’Italia possa prendere la stessa direzione.

Con il permesso dell’autore, pubblichiamo l’articolo integralmente. Per chi vuole provare, su Top Italian Wine una selezione delle migliori etichette di Franciacorta rosé. Continua a leggere

Soave, prima doc del vino ottenuta in un “paesaggio di interesse storico”

Le “colline vitate del Soave” in provincia di Verona sono diventate “Paesaggio rurale di interesse storico” e per la prima volta una doc del vino, una delle più apprezzate anche

Vigneti a Borgo Rocca Sveva. Sullo sfondo il castello di Soave

Vigneti a Borgo Rocca Sveva. Sullo sfondo il castello di Soave

fuori dai confini nazionali, ottiene l’iscrizione nel “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali” istituito dal Ministero delle politiche agricole e forestali nel novembre 2012. Continua a leggere

Vino 2015, quello di Salvatore Murana avrà le spalle larghe

Ogni volta che lo chiamo per parlare del suo Passito di Pantelleria, Salvatore Murana mi invita ad andare sull’isola perché – come ha ribadito anche questa volta – “qualsiasi cosa è riduttiva rispetto alla realtà”.passito di pantelleria murana

In questa intevista volevo parlare di com’è andata la vendemmia… se il sole che ha baciato i vigneti quest’anno ha fatto miracoli sulla terraferma, cosa mai avrà potuto fare su quest’isola a 70 km dall’Africa e a 85 km dalla costa siciliana?

Nello stile di Salvatore Murana, la risposta viene data per immagini… e dal tono della sua voce capisci che gli stanno brillando gli occhi. Continua a leggere

Sciacchetrà: la vendemmia solo per chi non soffre di vertigini

sciacchetrà possaA strapiombo sul mare, sulle scogliere delle Cinque Terre, un paesaggio mozzafiato… in questa foto di vendemmia c’è tutta la tenacia dei produttori di Sciacchetrà e la spiegazione del perché alcuni vini costano più di altri.sciacchetrà grattacieli ny

Foto emblematica, che nella mente evoca una foto storica, quella dei muratori italiani che nei primi decenni del ’900 costruirono i grattacieli di New York, immortalati durante una pausa pranzo seduti su una trave a oltre 200 metri di altezza.

Quelle di vendemmia sono invece le foto postate su facebook da Samuele Heydi Bonanini, proprietario dell’azienda agricola Possa.

Nel novembre 2014 è stata pubblicata su questo blog una sua intervista a cura di Magda C. Schiff. La riproponiamo per capire cosa spinge i viticoltori di questa terra a continuare la loro attività, preziosa anche dal punto di vista della tutela del territorio (vai all’intervista).

Per approfondire le conoscenze sullo Sciacchetrà, anche l’articolo di Mauro Giacomo Bertolli, sempre su questo blog (vai all’articolo).

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Un francese, un inglese, un italiano e la storia del metodo champenoise

Le Remueur: incisione del 1889 raffigurante la persona addetta all'impegnativa attività quotidiana di ruotare ciascuna bottiglia posta su un pupitre. Foto tratta da wikipedia

Le Remueur: incisione del 1889 raffigurante la persona addetta all’impegnativa attività quotidiana di ruotare ciascuna bottiglia posta su un pupitre. Foto tratta da wikipedia

Chi ha inventato il metodo champenoise così come lo apprezziamo oggi? Certamente i francesi, ma con il contributo fondamentale di viticoltori, enologi, medici, poeti e scrittori greci (antica Grecia), italiani (impero romano e oltre), galli, che amavano particolarmente i vini ‘piccanti’, e di un vetraio fiorentino e di un chimico inglese.

Pietro Stara, curatore del blog Vino e storia, ripercorre la storia nell’articolo Chi ha “inventato” la méthode champenoise? C’erano un Francese, un Inglese e un Italiano… che viene riportato di seguito integralmente con l’autorizzazione dell’autore. Continua a leggere

Ronchi di Cialla, la storia dello Schioppettino e la tradizione del Picolit secco

Quando arriviamo da Ronchi di Cialla, la terza azienda del minitour di Top Italian Wine in Friuli, la tavola è già apparecchiata per il pranzo: attesi Lidia Bastianich, la famosa chef friulana famosa per i suoi ristoranti negli Stati Uniti, la sommelier che si occupa della sua carta dei vini e una trentina di altri ospiti americani.

ronchi di cialla tavola

Pensare che qualcuno decida di partire dagli Stati Uniti per visitare questa minuscola cantina, percorrendo una stradina che sale nella piccola valle di Cialla (comune di Prepotto in provincia di Udine) inorgogliosisce anche noi, per la capacità che hanno i vitivinicoltori italiani di produrre qualità riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Intorno solo colline strette l’una all’altra, ricoperte di boschi intervallati da vigneti, ma è qui che, andando contro la legge, si è fatta la storia dello Schioppettino (per Decanter uno dei vini italiani del futuro); è qui che i bianchi friulani sono diventati per la prima volta vini da invecchiamento con le barrique di Antinori… e le storie da raccontare sono tante. Continua a leggere

Giorgio Colutta: in Friuli pensando al Sudafrica

Prosegue il viaggio di Top Italian Wine in Friuli. Seconda tappa nell’azienda agricola Giorgio Colutta, detta anche “Bandut”, dal nome di uno dei poderi di proprietà, ma anche Colutta Wine, colutta affinamentoper rappresentare lo sguardo al mondo del suo proprietario.

A dimostrazione di ciò, Giorgio Colutta, titolare dal 1998, ci accoglie raccontandoci del Sudafrica, del viaggio enoturistico da cui è appena tornato e di quanto gli italiani abbiano da imparare da chi il vino lo produce là. Continua a leggere