Cantine

Azienda Agricola Cieck

Trasformare un hobby in una vera attività imprenditoriale, mosso da  logo cieckquello che è il fattore essenziale per raggiungere qualunque obiettivo: la passione. Di questo è fatta la storia dell’Azienda Cieck e del suo fondatore Remo Falconieri, che con un lavoro in campo industriale, alla Olivetti, e pochi ettari di vigneto da condurre nel tempo libero, otteneva il vino da consumare in famiglia o da offrire agli amici accompagnato dalla famosa frase «questo è il mio vino».

La zona è quella del Canavese, a nord di Torino, salendo verso la Valle d’Aosta. In tanti, da quelle parti, fanno l’agricoltore per diletto gestendo i campi di famiglia, ma Remo Falconieri deve fare i conti con una passione che lo spinge a fare un passo che pochi fanno. Quasi per scommessa, insieme a un socio anch’esso non agricoltore, decide di creare una vera azienda vitivinicola, chiamata Cieck dal nome della prima cascina in cui trovò sede. Era il 1985 e Falconieri era così diventato, secondo la felice definizione di un amico, un «metalmezzadro». Da allora il passatempo è diventato sempre più il vero lavoro: assecondando la sua passione per lo spumante Falconieri comincia a sperimentare in questo campo, dotandosi a poco a poco delle attrezzature necessarie, andando a imparare in Francia, a Epernay. Il definitivo salto di qualità avviene alla fine degli anni 90, grazie anche a Domenico Caretto che oggi gestisce l’azienda insieme a Lia Falconieri, la figlia di Remo. Nei 16 ettari di vigneti oggi si producono diverse tipologie di vino: dall’antica passione di famiglia, lo spumante, fino all’Erbaluce, in particolare il passito, che lega in maniera indissolubile il vino alle terre da cui proviene. Un vino che, a differenza di tanti altri, non è diverso, nel risultato finale, da quello che su queste stesse colline si produceva cento anni fa. Per restare all’azienda Cieck e alla sua evoluzione non si può dimenticare che quest’anno è stata inaugurata la nuova sede, a S. Giorgio Canavese: «Una pazzia» dice Lia Falconieri, ma il tono della voce non riesce a nascondere l’emozione e la soddisfazione. Suo padre Remo, piemontese di poche parole, una pazzia simile l’ha fatta 30 anni fa, e certo non è pentito.

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