Archivio dell'autore: Mauro Giacomo Bertolli

Sciacchetrà, il nettare dei poeti dai tempi di Petrarca e Boccaccio

Lo Sciacchetrà è un vino passito prodotto nelle Cinque Terre, in Liguria, a strapiombo sul mare.sciacchetrà

Il nome Sciacchetrà deriva probabilmente da “shekar”, un termine semitico molto antico indicante delle bevande fermentate.

Il primo ad introdurre in forma scritta un nome simile all’attuale sciacchetrà fu Telemaco Signorini (1835-1901). Il pittore nelle sue memorie su Riomaggiore cita più volte il vino prodotto da queste parti definendolo buon vino, ma si sofferma anche nella descrizione del passito: “A settembre, dopo la vendemmia, si stendono le miglio uve al sole per ottenere il rinforzato o lo sciaccatras, che così è chiamato un vino squisitissimo…”. Continua a leggere

Il Vino Santo Trentino famoso nell’antichità, seducente oggi, emozionante tra 50 anni

Conosciuto già da Etruschi e Celti il Vino Santo Trentino è

Già nel 1800 il Vino Santo Trentino veniva prodotto a Castel Toblino (foto www.tr3ntino.it)

Già nel 1800 il Vino Santo Trentino veniva prodotto a Castel Toblino (foto www.tr3ntino.it)

arrivato ai giorni nostri con questo nome perché le uve vengono pigiate durante la Settimana Santa o forse perché ci vuole la „pazienza di un Santo“ per produrlo.

Scopri storia e abbinamenti di questo vino e scegli una delle etichette proposte da Top Italian Wine. Continua a leggere

L’Aleatico Passito dell’Elba dà forza e salute… parola di Napoleone Bonaparte

L’Aleatico Passito dell’Elba Aleatico dell'elba passito napoleonepiaceva a Napoleone, che lo scoprì durante il suo breve esilio volontario sull’isola toscana dopo l’abdicazione dal trono francese nel 1814.

Per celebrare il bicentenario dell’evento storico sono in corso, all’Elba, iniziative e rievocazioni storiche che dureranno fino a febbraio 2015. La storia dell’Aleatico Passito dell’Elba, invece, potete leggerla qui e dopo potete lasciarvi tentare da questo vino rosso intenso, dalle mille sfaccettature, con sentori di frutta, di fiori e anche di spezie, scegliendo una delle etichette proposte da Top Italian Wine.

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Nell’Erbaluce di Caluso le lacrime della ninfa Albaluce, figlia di Sole e Alba

 

Il murale della ninfa Albaluce a Caluso in provincia di Torino

Il murale della ninfa Albaluce a Caluso in provincia di Torino

La leggenda narra che i  tralci di vite Erbaluce nacquero dalle lacrime di Albaluce, figlia degli amanti Sole e Alba, per le disgrazie successe agli uomini. Dalle uve di questo vitigno si produce un vino passito che può essere invecchiato fino a 40 anni.

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Giovanni Dri Il Roncat

giovanni dri il roncatGiovanni Dri Il Roncat si trova a Ramandolo, frazione di Nimis, in provincia di Udine. Siamo ai confini con l’Austria e la Slovenia, al limite Nord Est della coltivazione della vite in Friuli, a 371 metri sul livello del mare: un minuscolo agglomerato che forse non conta più di duecento anime. L’azienda è nata nei primi anni del novecento. La sua estensione è di 22 ettari di cui 10 vitati.

Si producono ogni anno dalle 40.000 alle 50.000 bottiglie, ripartite su 11 etichette diverse. L’azienda è a conduzione familiare: Giovanni Dri è il titolare e la moglie Renata è il suo braccio destro. Giovanni da giovane e sconosciuto produttore, munito di una valigetta contenente i campioni dei suoi vini, cominciò a girare dapprima nel Veneto e poi in tutta Italia, proponendo i suoi prodotti, convinto che dai suoi vigneti di montagna nascesse qualcosa di veramente speciale. Il successo è stato immediato, sia nei consensi della clientela. sia nel plauso della stampa specializzata italiana ed estera.

Merito di Giovanni Dri è l’aver saputo valorizzare appieno e per primo un prodotto quale il Ramandolo, un passito da uve Verduzzo Friulano, già amatissimo in loco, uscendo dai confini locali per farlo conoscere ovunque. Nel 1976 arriva il tremendo terremoto che devastò il Friuli: Ramandolo si trova a dieci chilometri in linea d’aria da Gemona, epicentro del sisma, ed anche l’azienda ebbe grandissimi danni. Fortunatamente la vendemmia fu di grande qualità e quantità.

Dal ’97, anche le figlie Carla e Stefania collaborano a pieno titolo: anzi Stefania è diventata l’enologo dell’azienda. Nel 1998 Giovanni Dri ha festeggiato i trent’anni di sua personale conduzione nell’azienda e ha inaugurato la sua nuova cantina i cui lavori di costruzione sono iniziati nel ’90. Progettata da lui stesso e realizzata con una linea architettonica d’avanguardia, si inserisce in un centro aziendale modernissimo al cui interno si può visitare una galleria d’arte moderna.

Di anno in anno Giovanni vinifica i suoi cru: escono il Roncat Rosso, il Roncat Ramandolo, il Ramandolo Uve Decembrine, che affina in carati; continua il suo Ramandolo per cui il mondo lo conosce, arriva anche il Picolit, e ultimi, quasi un esperimento, il Roncat Sauvignon, il Monte dei Carpini Schioppettino e il Monte dei Carpini Pignolo oltre ai classici Merlot e Cabernet. Poi arrivano le sfide e le nuove passioni: le Grappe ed i Distillati, per i quali ottiene la licenza e distilla personalmente, e nel 2002 l’olio d’oliva, da un nuovo appezzamento di 4 ettari di uliveto.

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