Abbinamenti e ricette

Proviamolo strano… il Ramandolo dall’antipasto al dolce

Dolce sì, ma con una buona acidità e

Foto © Archivio Consorzio Ramandolo

Foto © Archivio Consorzio Ramandolo

una nota tannica che rompono gli schemi del vino dolce solo da dessert. L’abbinamento Ramandolo con qualsiasi portata è una vera scoperta.

Provate l’abbinamento Ramandolo e un antipasto a base di lardo e Prosciutto di San Daniele; provatelo con un patè di fegato, ma anche con una trota affumicata o con formaggi dolci, stagionati o erborinati come consiglia il Consorzio del Ramandolo, che ha siglato un accordo con il Consorzio del Gorgonzola dop per un abbinamento che valorizzi entrambi i prodotti.

Continuate con della frutta o un dolce, come la classica Gubana friulana o la colomba pasquale o un panettone, ma va benissimo pure qualche biscottino di pasticceria.

Il Ramandolo può diventare anche l’ingrediente per una ricetta con un tocco in più, magari per sfumare un risotto agli scampi o per dare un gusto originale alla crema per un dessert a base di frutta.

“E’ un vino che soprende per la sua bevibilità” – dice Stefania Dri dell’azienda Dri Il Roncat, figlia di quel Giovanni che ha fatto conoscere, fuori dai piccoli confini friulani, il Ramandolo alla fine degli anni ’60. Prima di lui la famiglia Dri produceva e vendeva questo vino imbottigliato ed etichettato fin dai primi del 1900.

“Grazie alla sua bevibilità – continua –, una bottiglia di Ramandolo si può stappare più frequentemente rispetto ad altri vini da dessert. Ha anche un costo che lo permette. Vista la sua naturale dolcezza, non dovuta a tecniche di appassimento, può essere venduto a prezzi inferiori rispetto a un vino passito”.

Il Ramandolo è un verduzzo 100%, proveniente da un territorio che è un vero e proprio cru alla francese e che dà il nome al vino. Una docg da 50 ettari particolarmente vocata perché con un microclima che porta a una vendemmia naturalmente ritardata di un mese rispetto al resto dei Colli Orientali friulani e che conferisce aromi e profumi particolari, oltre a una naturale dolcezza.

Esportato dalla famiglia Dri fin dagli anni ’80, il Ramandolo stupisce da subito anche all’estero: “Abbiamo iniziato con l’Austria – dice Stefania Dri -, poi Stati Uniti, Australia e ora anche Turchia, attraverso piccoli importatori fortemente orientati alla qualità”.

Pensato proprio per il mercato internazionale, nel 1995 dalle cantine Dri Il Roncat esce una nuova etichetta. Si chiama Uve Decembrine Ramandolo, un Ramandolo con una nota dolce più spinta grazie a un appassimento in pianta che carica i grappoli di zuccheri, aromi e profumi, che conferiscono al vino una grande morbidezza.

Da bere fino a 10 anni dalla vendemmia, Uve Decembrine Ramandolo è ottimo anche da degustare da solo, per assaporare pienamente il piacere di bere.

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